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Maddie McCann: i genitori usano i soldi del fondo per pagare il mutuo

Ottobre 30, 2007

Ancora notizie sul caso del rapimento di Madeleine McCann. Ma questa volta non c’entrano novità riguardo alla scomparsa della piccola bambina britannica. Si tratta di un mini scandalo che coinvolge proprio i genitori: secondo quanto riporta Sky News, Gerry e Kate McCann avrebbero usato i soldi del fondo per ritrovare la piccola Maddie per […]

Original post by PatChi

La Marijuana è una droga? Secondo Arnold Schwarzenegger è solo una pianta

Ottobre 29, 2007

Mentre la sua california sta andando a fuoco, Arnold Schwarzenegger si confessa sulle pagine di una nota rivista. intervistato da un giornalista di “GQ“, il governatore della california ha rivelato molti dei suoi pensieri, in merito alla politica internazionale e in merito ad altre questioni. dopo aver confessato che secondo lui Tony Blair […]

Original post by Redazione

REGOLAMENTO REACH NUOVE REGOLE PER LIMMISSIONE IN COMMERCIO DI SOSTANZE CHIMICH

Ottobre 29, 2007

La Commissione Europea ha stimato una riduzione del 10% nell’insorgenza di una serie di malattie connesse alla produzione e all’uso di sostanze chimiche, in particolare si riscontrano alcune migliaia di decessi in meno all’anno per tumori, in seguito all’applicazione del regolamento REACH sull’immissione in commercio di sostanze chimiche, presentato oggi alla sede APAT di Roma.

Alla Conferenza, aperta dal Commissario Straordinario dell’APAT, Giancarlo Viglione, sono interveuti il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Alfonso Pecoraro Scanio, il Ministro della Salute Livia Turco, il Ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani e i direttori della Commissione europea Direzione Generale per l’Industria e per l’Ambiente Patrick Hennessy e Lawrence Grant.

Tra i benefici attesi dall’attuazione del nuovo Regolamento vi è quindi un impatto positivo sulla salute dei lavoratori esposti alle sostanze chimiche, sulla salute della popolzione in generale e sull’ambiente. E’ da prevedere infatti una riduzione dei rilasci chimici e la conseguente minor esposizione ad essi degli organismi viventi. Il REACH contribuirà a ridurre l’inquinamento dell’aria, dell’acqua, del suolo e l’impatto sulla biodiversità.

Il Regolamento Comunitario n.1907/2006 – Regolamento REACH – entrato in vigore il primo giugno di quest’anno, prevede infatti un nuovo quadro normativo sull’immissione in commercio delle sostanze chimiche che sostituisce quaranta norme esistenti e avrà ripercussioni in molti settori della società. Il regolamento, inoltre, uniforma le disposizioni degli Stati membri e consentirà la circolazione libera ma sicura delle sostanze chimiche a livello comunitario, rafforzando la competitività e l’innovazione, anche attraverso l’incentivazione di metodi alternativi per la valutazione dei rischi che queste comportano.

Per realizzare quanto previsto dal Regolamento, è stata istituita un’apposit Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) con sede ad Helsinki. L’Agenzia europea avrà compiti tecnico-scientifici e di coordinamento, si occuperà di organizzare una banca dati per raccogliere e gestire le informazioni sulle sostanze e garantire l’accesso del pubblico alle stesse. Gli stati membri dovranno individuare un’Autorità Nazionale e le strutture tecniche necessarie per effettuare la valutazione delle sostanze, per prendere parte allo scambio di informazioni e ai procesi decisionali in ambito comunitario e per assicurare la vigilanza sull’applicazione del Regolamento.

La Conferenza Nazionale sull’attuazione del REACH è il primo evento istituzionale sul tema, organizzato congiuntamente dalla Commissione Europea e dalle Istituzioni che concorrono a livello nazionale a svolgere i compiti previsti dal Regolamento: i Ministeri della Salute, dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico, l’Istituto Superiore di Sanità e l’APAT. Durante la Conferenzasono state presentate le attività in corso a livello europeo e il piano nazionale per l’attuazione del Regolamento e avviato un confronto tra i soggetti istituzionali e le parti economiche e sociali coinvolte.

Nel suo intervento, il Commissario Straordinario dell’APAT, Giancarlo Viglione, ha indicato, come caratteristica innovativa del Regolamento, la sua forte valenza ambientale: “ciò comporterà”, ha affermato Viglione, “un notevole impegno non solo per l’APAT,ma per l’intero Sistema delle Agenzie ambientali. Ricordiamo che le Agenzie regionali e delle province autonome rappresentano oggi, in campo nazionale, la più ampia rete di laboratori e di soggetti preposti alla vigilanza”.
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Fonte info@zacinto.net

REGOLAMENTO REACH NUOVE REGOLE PER LIMMISSIONE IN COMMERCIO DI SOSTANZE CHIMICHE

Ottobre 29, 2007

La Commissione Europea ha stimato una riduzione del 10% nell’insorgenza di una serie di malattie connesse alla produzione e all’uso di sostanze chimiche, in particolare si riscontrano alcune migliaia di decessi in meno all’anno per tumori, in seguito all’applicazione del regolamento REACH sull’immissione in commercio di sostanze chimiche, presentato oggi alla sede APAT di Roma.

Alla Conferenza, aperta dal Commissario Straordinario dell’APAT, Giancarlo Viglione, sono intervenuti il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Alfonso Pecoraro Scanio, il Ministro della Salute Livia Turco, il Ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani e i direttori della Commissione europea Direzione Generale per l’Industria e per l’Ambiente Patrick Hennessy e Lawrence Grant.

Tra i benefici attesi dall’attuazione del nuovo Regolamento vi è quindi un impatto positivo sulla salute dei lavoratori esposti alle sostanze chimiche, sulla salute della popolazione in generale e sull’ambiente. E’ da prevedere infatti una riduzione dei rilasci chimici e la conseguente minor esposizione ad essi degli organismi viventi. Il REACH contribuirà a ridurre l’inquinamento dell’aria, dell’acqua, del suolo e l’impatto sulla biodiversità.

Il Regolamento Comunitario n.1907/2006 – Regolamento REACH – entrato in vigore il primo giugno di quest’anno, prevede infatti un nuovo quadro normativo sull’immissione in commercio delle sostanze chimiche, che sostituisce quaranta norme esistenti e avrà ripercussioni in molti settori della società. Il regolamento, inoltre, uniforma le disposizioni degli Stati membri e consentirà la circolazione libera ma sicura delle sostanze chimiche a livello comunitario, rafforzando la competitività e l’innovazione, anche attraverso l’incentivazione di metodi alternativi per la valutazione dei rischi che queste comportano.

Per realizzare quanto previsto dal Regolamento, è stata istituita un’apposita Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) con sede ad Helsinki. L’Agenzia europea avrà compiti tecnico-scientifici e di coordinamento, si occuperà di organizzare una banca dati per raccogliere e gestire le informazioni sulle sostanze e garantire l’accesso del pubblico alle stesse. Gli stati membri dovranno individuare un’Autorità Nazionale e le strutture tecniche necessarie per effettuare la valutazione delle sostanze, per prendere parte allo scambio di informazioni e ai processi decisionali in ambito comunitario e per assicurare la vigilanza sull’applicazione del Regolamento.

La Conferenza Nazionale sull’attuazione del REACH è il primo evento istituzionale sul tema, organizzato congiuntamente dalla Commissione Europea e dalle Istituzioni che concorrono a livello nazionale a svolgere i compiti previsti dal Regolamento: i Ministeri della Salute, dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico, l’Istituto Superiore di Sanità e l’APAT. Durante la Conferenza sono state presentate le attività in corso a livello europeo e il piano nazionale per l’attuazione del Regolamento e avviato un confronto tra i soggetti istituzionali e le parti economiche e sociali coinvolte.

Nel suo intervento, il Commissario Straordinario dell’APAT, Giancarlo Viglione, ha indicato, come caratteristica innovativa del Regolamento, la sua forte valenza ambientale: “ciò comporterà”, ha affermato Viglione, “un notevole impegno non solo per l’APAT, ma per l’intero Sistema delle Agenzie ambientali. Ricordiamo che le Agenzie regionali e delle province autonome rappresentano oggi, in campo nazionale, la più ampia rete di laboratori e di soggetti preposti alla vigilanza”.

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REGOLAMENTO REACH: NUOVE REGOLE PER L’IMMISSIONE IN COMMERCIO DI SOSTANZE CHIMICHE

Ottobre 29, 2007

La Commissione Europea ha stimato una riduzione del 10% nell’insorgenza di una serie di malattie connesse alla produzione e all’uso di sostanze chimiche, in particolare si riscontrano alcune migliaia di decessi in meno all’anno per tumori, in seguito all’applicazione del regolamento REACH sull’immissione in commercio di sostanze chimiche, presentato oggi alla sede APAT di Roma.

Alla Conferenza, aperta dal Commissario Straordinario dell’APAT, Giancarlo Viglione, sono intervenuti il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Alfonso Pecoraro Scanio, il Ministro della Salute Livia Turco, il Ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani e i direttori della Commissione europea Direzione Generale per l’Industria e per l’Ambiente Patrick Hennessy e Lawrence Grant.

Tra i benefici attesi dall’attuazione del nuovo Regolamento vi è quindi un impatto positivo sulla salute dei lavoratori esposti alle sostanze chimiche, sulla salute della popolazione in generale e sull’ambiente. E’ da prevedere infatti una riduzione dei rilasci chimici e la conseguente minor esposizione ad essi degli organismi viventi. Il REACH contribuirà a ridurre l’inquinamento dell’aria, dell’acqua, del suolo e l’impatto sulla biodiversità.

Il Regolamento Comunitario n.1907/2006 – Regolamento REACH – entrato in vigore il primo giugno di quest’anno, prevede infatti un nuovo quadro normativo sull’immissione in commercio delle sostanze chimiche, che sostituisce quaranta norme esistenti e avrà ripercussioni in molti settori della società. Il regolamento, inoltre, uniforma le disposizioni degli Stati membri e consentirà la circolazione libera ma sicura delle sostanze chimiche a livello comunitario, rafforzando la competitività e l’innovazione, anche attraverso l’incentivazione di metodi alternativi per la valutazione dei rischi che queste comportano.

Per realizzare quanto previsto dal Regolamento, è stata istituita un’apposita Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) con sede ad Helsinki. L’Agenzia europea avrà compiti tecnico-scientifici e di coordinamento, si occuperà di organizzare una banca dati per raccogliere e gestire le informazioni sulle sostanze e garantire l’accesso del pubblico alle stesse. Gli stati membri dovranno individuare un’Autorità Nazionale e le strutture tecniche necessarie per effettuare la valutazione delle sostanze, per prendere parte allo scambio di informazioni e ai processi decisionali in ambito comunitario e per assicurare la vigilanza sull’applicazione del Regolamento.

La Conferenza Nazionale sull’attuazione del REACH è il primo evento istituzionale sul tema, organizzato congiuntamente dalla Commissione Europea e dalle Istituzioni che concorrono a livello nazionale a svolgere i compiti previsti dal Regolamento: i Ministeri della Salute, dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico, l’Istituto Superiore di Sanità e l’APAT. Durante la Conferenza sono state presentate le attività in corso a livello europeo e il piano nazionale per l’attuazione del Regolamento e avviato un confronto tra i soggetti istituzionali e le parti economiche e sociali coinvolte.

Nel suo intervento, il Commissario Straordinario dell’APAT, Giancarlo Viglione, ha indicato, come caratteristica innovativa del Regolamento, la sua forte valenza ambientale: “ciò comporterà”, ha affermato Viglione, “un notevole impegno non solo per l’APAT, ma per l’intero Sistema delle Agenzie ambientali. Ricordiamo che le Agenzie regionali e delle province autonome rappresentano oggi, in campo nazionale, la più ampia rete di laboratori e di soggetti preposti alla vigilanza”.

Original post by info@zacinto.net

Il rapitore di Madeleine McCann: ecco l’immagine del suo identikit

Ottobre 26, 2007

Tornano a parlare i genitori di Maddie, la piccola bambina britannica rapita a maggio in Portogallo. E tornano a parlare per difendersi da quelle accuse che li vedono come gli assassini della loro bambina, mostrando un identikit del presunto assassino di Madeleine McCann. Lo potete vedere nell’immagine qui sopra. Ma si tratta di un […]

Original post by PatChi

Incendi a Malibù: in fiamme le case dei divi di Hollywood

Ottobre 22, 2007

Malibù sta tremando. Un terribile incendio, infatti, è divampato sulle colline che sovrastano la città californiana. Ma il pericolo si sta allargando anche alla vicina e celebre spiaggia di Malibù, dove il forte vento che si è alzato negli ultimi giorni sta facendo cadere una pioggia di tizzoni ardenti. I vigili del fuoco sono […]

Original post by PatChi

Antitrust la Commissione si rivolge a SkyTea

Ottobre 22, 2007

La Commissione europea ha sollecitato le osservazioni delle parti interessate sugli impegni proposti da otto membri dell’alleanza SkyTeam tra compagnie aeree: Aeromexico, Alitalia, CSA Czech Airlines, Delta Air Lines, KLM, Korean Air, Northwest Airlines, Air France. Tali impegni intendono ovviare alle preoccupazioni espresse dalla Commissione nella comunicazione degli addebiti del 15 giugno 2006 (vedasi MEMO/06/243), correlate al divieto di pratiche commerciali restrittive imposto da trattato CE (articolo 81). La Commissione teme che la cooperazione tra i membri di SkyTeam nei servizi di trasporto aereo di passeggeri possa avere effetti negativi per i viaggiatori sulle rotte per le quali le compagnie in questione detengono una forte posizione di mercato e gravi barriere si frappongono all’accesso di altri vettori. Per ovviare a queste preoccupazioni, le parti hanno proposto impegni intesi a facilitare l’accesso di altri vettori a tali rotte. In sostanza, le parti offrono d mettere a disposizione slot presso determinati aeroporti UE, per consentire alle concorrenti d’instaurare nuovi servizi o aggiungerne a quelli che già operano, e di condividere con loro i propri programmi di fidelizzazione (”frequent flyer”). Nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea C245 del 19.10.2007 è stata pubblicata una comunicazione comprendente la sintesi di tali impegni e l’invito ai terzi interessati a presentare osservazioni entro un mese.

SkyTeam è un’alleanza mndiale tra compagnie aeree, incentrata su una cooperazione strategica a lungo termine nei servizi di trasporto aereo di passeggeri e di merci. Gli accordi conclusi nell’ambito di SkyTeam sui servizi di trasporto aereo di passeggeri riguardano rotte tra varie migliaia di coppie di città in tutto il mondo. Per la maggioranza di tali rotte, è improbabile che la cooperazione tra le parti eserciti effetti negativi sulla concorrenza.

Tuttavia, la Commissione teme che la cooperazione tra Aeromexico Alitalia, CSA Czech Airlines, Delta Air Lines, KLM, Korean Air, Northwest Airlines e Air France possa violare il divieto di pratiche commerciali restrittive imposto dal trattato CE (articolo 81) per quanto riguarda varie coppie di città: Amsterdam-Detroit, Amsterdam-Minneapolis, Parigi-Atlanta, Parigi-Cincinnati, Roma-Atlanta, Milano-New York City, Parigi-Praga, Milano-Praga, Roma-Praga, Amsterdam-Praga e Parigi-Seul. Considerate la forte posizione di mercato di tali compagnie e le gravi barrere all’accesso di altri vettori, è probabile che su questi mercati si abbiano effetti contrari alla concorrenza. Le barriere all’accesso includono la limitata disponibilità di slot nei principali aeroporti UE, l’alto numero di voli operati dalle compagnie dell’alleanza, gli orari molto convenienti, i vantaggi derivanti dall’operare in partenza dai propri aeroporti hub e il valore aggiunto rappresentato per i consumatori dalla possibilità di beneficiare dei programmi “frequent flyer” e di alri incentivi (gli effetti rete) offerti da tali compagnie.

Dopo la loro risposta alla comunicazione degli addebiti e le successive discussioni, le parti hanno offerto di adempiere a una serie d’impegni intesi a porre rimedio alle preoccupazioni della Commissione. In sostanza, le parti offrono di mettere a disposizione slot presso determinati aeroporti UE, per consentire alle concorrenti d’instaurare nuovi servizi o aggiungerne a quelli che già operano, e di condividere con loro i propri progrmmi “frequent flyer”. Inoltre le parti propongono di concludere accordi d’interlinea con i nuovi vettori sulle medesime rotte e speciali accordi di ripartizione percentuale per il cosiddetto “behind and beyond traffic” sulle rotte all’interno dell’UE (si tratta di accordi tra due o più compagnie aeree per la ripartizione delle tariffe integrali per viaggi di cui due o più tratte sono operate da compagnie aeree diverse) e di agevolare i trasporti intermodali (ossia l’offerta del trasporto aere come parte di un itinerario comprendente trasporti in superficie, per esempio per ferrovia).

Le parti offrono inoltre di affidare a un fiduciario il controllo dell’adempimento degli impegni. Questi impegni sono proposti per cinque anni per le coppie di città del traffico a lungo raggio per e dagli USA e per sei anni per tutte le altre coppie di città.

Se la Commissione, esaminate le osservazioni di terzi, concluderà che gli impegni proposti siano tali da porre rimedio alle preoccupazioni n materia di concorrenza, adotterà una decisione per rendere obbligatori tali impegni, a norma dell’articolo 9 del regolamento n. 1/2003.

Una simile decisione sancisce che la Commissione non ha più motivi d’intervenire, senza concludere se vi sia stata o vi sia ancora un’infrazione. Tuttavia, se gli impegni indicati nella decisione non verranno rispettati, la Commissione può infliggere alla parte inadempiente un’ammenda d’importo massimo pari al 10% del fatturato mondiale totale, senza dove provare che siano state violate le norme antitrust.

Se dall’esame delle osservazioni di terzi risulterà che gli impegni offerti non sono tali da porre rimedio alle preoccupazioni espresse nella comunicazione degli addebiti, la Commissione potrà proseguire il procedimento per adottare una decisione di divieto a norma dell’articolo 7 del regolamento n. 1/2003, esigendo che le parti pongano fine alla loro cooperazione, nella sua forma attuale, sui mercati interessati.
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Fonte info@zacinto.net

Antitrust la Commissione si rivolge a SkyTeam

Ottobre 22, 2007

La Commissione europea ha sollecitato le osservazioni delle parti interessate sugli impegni proposti da otto membri dell’alleanza SkyTeam tra compagnie aeree: Aeromexico, Alitalia, CSA Czech Airlines, Delta Air Lines, KLM, Korean Air, Northwest Airlines, Air France. Tali impegni intendono ovviare alle preoccupazioni espresse dalla Commissione nella comunicazione degli addebiti del 15 giugno 2006 (vedasi MEMO/06/243), correlate al divieto di pratiche commerciali restrittive imposto dal trattato CE (articolo 81). La Commissione teme che la cooperazione tra i membri di SkyTeam nei servizi di trasporto aereo di passeggeri possa avere effetti negativi per i viaggiatori sulle rotte per le quali le compagnie in questione detengono una forte posizione di mercato e gravi barriere si frappongono all’accesso di altri vettori. Per ovviare a queste preoccupazioni, le parti hanno proposto impegni intesi a facilitare l’accesso di altri vettori a tali rotte. In sostanza, le parti offrono di mettere a disposizione slot presso determinati aeroporti UE, per consentire alle concorrenti d’instaurare nuovi servizi o aggiungerne a quelli che già operano, e di condividere con loro i propri programmi di fidelizzazione (”frequent flyer”). Nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea C245 del 19.10.2007 è stata pubblicata una comunicazione comprendente la sintesi di tali impegni e l’invito ai terzi interessati a presentare osservazioni entro un mese.

SkyTeam è un’alleanza mondiale tra compagnie aeree, incentrata su una cooperazione strategica a lungo termine nei servizi di trasporto aereo di passeggeri e di merci. Gli accordi conclusi nell’ambito di SkyTeam sui servizi di trasporto aereo di passeggeri riguardano rotte tra varie migliaia di coppie di città in tutto il mondo. Per la maggioranza di tali rotte, è improbabile che la cooperazione tra le parti eserciti effetti negativi sulla concorrenza.

Tuttavia, la Commissione teme che la cooperazione tra Aeromexico, Alitalia, CSA Czech Airlines, Delta Air Lines, KLM, Korean Air, Northwest Airlines e Air France possa violare il divieto di pratiche commerciali restrittive imposto dal trattato CE (articolo 81) per quanto riguarda varie coppie di città: Amsterdam-Detroit, Amsterdam-Minneapolis, Parigi-Atlanta, Parigi-Cincinnati, Roma-Atlanta, Milano-New York City, Parigi-Praga, Milano-Praga, Roma-Praga, Amsterdam-Praga e Parigi-Seul. Considerate la forte posizione di mercato di tali compagnie e le gravi barriere all’accesso di altri vettori, è probabile che su questi mercati si abbiano effetti contrari alla concorrenza. Le barriere all’accesso includono la limitata disponibilità di slot nei principali aeroporti UE, l’alto numero di voli operati dalle compagnie dell’alleanza, gli orari molto convenienti, i vantaggi derivanti dall’operare in partenza dai propri aeroporti hub e il valore aggiunto rappresentato per i consumatori dalla possibilità di beneficiare dei programmi “frequent flyer” e di altri incentivi (gli effetti rete) offerti da tali compagnie.

Dopo la loro risposta alla comunicazione degli addebiti e le successive discussioni, le parti hanno offerto di adempiere a una serie d’impegni intesi a porre rimedio alle preoccupazioni della Commissione. In sostanza, le parti offrono di mettere a disposizione slot presso determinati aeroporti UE, per consentire alle concorrenti d’instaurare nuovi servizi o aggiungerne a quelli che già operano, e di condividere con loro i propri programmi “frequent flyer”. Inoltre le parti propongono di concludere accordi d’interlinea con i nuovi vettori sulle medesime rotte e speciali accordi di ripartizione percentuale per il cosiddetto “behind and beyond traffic” sulle rotte all’interno dell’UE (si tratta di accordi tra due o più compagnie aeree per la ripartizione delle tariffe integrali per viaggi di cui due o più tratte sono operate da compagnie aeree diverse) e di agevolare i trasporti intermodali (ossia l’offerta del trasporto aereo come parte di un itinerario comprendente trasporti in superficie, per esempio per ferrovia).

Le parti offrono inoltre di affidare a un fiduciario il controllo dell’adempimento degli impegni. Questi impegni sono proposti per cinque anni per le coppie di città del traffico a lungo raggio per e dagli USA e per sei anni per tutte le altre coppie di città.

Se la Commissione, esaminate le osservazioni di terzi, concluderà che gli impegni proposti siano tali da porre rimedio alle preoccupazioni in materia di concorrenza, adotterà una decisione per rendere obbligatori tali impegni, a norma dell’articolo 9 del regolamento n. 1/2003.

Una simile decisione sancisce che la Commissione non ha più motivi d’intervenire, senza concludere se vi sia stata o vi sia ancora un’infrazione. Tuttavia, se gli impegni indicati nella decisione non verranno rispettati, la Commissione può infliggere alla parte inadempiente un’ammenda d’importo massimo pari al 10% del fatturato mondiale totale, senza dover provare che siano state violate le norme antitrust.

Se dall’esame delle osservazioni di terzi risulterà che gli impegni offerti non sono tali da porre rimedio alle preoccupazioni espresse nella comunicazione degli addebiti, la Commissione potrà proseguire il procedimento per adottare una decisione di divieto a norma dell’articolo 7 del regolamento n. 1/2003, esigendo che le parti pongano fine alla loro cooperazione, nella sua forma attuale, sui mercati interessati.

Original post by info@zacinto.net

Antitrust: la Commissione si rivolge a SkyTeam

Ottobre 22, 2007

La Commissione europea ha sollecitato le osservazioni delle parti interessate sugli impegni proposti da otto membri dell’alleanza SkyTeam tra compagnie aeree: Aeromexico, Alitalia, CSA Czech Airlines, Delta Air Lines, KLM, Korean Air, Northwest Airlines, Air France. Tali impegni intendono ovviare alle preoccupazioni espresse dalla Commissione nella comunicazione degli addebiti del 15 giugno 2006 (vedasi MEMO/06/243), correlate al divieto di pratiche commerciali restrittive imposto dal trattato CE (articolo 81). La Commissione teme che la cooperazione tra i membri di SkyTeam nei servizi di trasporto aereo di passeggeri possa avere effetti negativi per i viaggiatori sulle rotte per le quali le compagnie in questione detengono una forte posizione di mercato e gravi barriere si frappongono all’accesso di altri vettori. Per ovviare a queste preoccupazioni, le parti hanno proposto impegni intesi a facilitare l’accesso di altri vettori a tali rotte. In sostanza, le parti offrono di mettere a disposizione slot presso determinati aeroporti UE, per consentire alle concorrenti d’instaurare nuovi servizi o aggiungerne a quelli che già operano, e di condividere con loro i propri programmi di fidelizzazione (”frequent flyer”). Nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea C245 del 19.10.2007 è stata pubblicata una comunicazione comprendente la sintesi di tali impegni e l’invito ai terzi interessati a presentare osservazioni entro un mese.

SkyTeam è un’alleanza mondiale tra compagnie aeree, incentrata su una cooperazione strategica a lungo termine nei servizi di trasporto aereo di passeggeri e di merci. Gli accordi conclusi nell’ambito di SkyTeam sui servizi di trasporto aereo di passeggeri riguardano rotte tra varie migliaia di coppie di città in tutto il mondo. Per la maggioranza di tali rotte, è improbabile che la cooperazione tra le parti eserciti effetti negativi sulla concorrenza.

Tuttavia, la Commissione teme che la cooperazione tra Aeromexico, Alitalia, CSA Czech Airlines, Delta Air Lines, KLM, Korean Air, Northwest Airlines e Air France possa violare il divieto di pratiche commerciali restrittive imposto dal trattato CE (articolo 81) per quanto riguarda varie coppie di città: Amsterdam-Detroit, Amsterdam-Minneapolis, Parigi-Atlanta, Parigi-Cincinnati, Roma-Atlanta, Milano-New York City, Parigi-Praga, Milano-Praga, Roma-Praga, Amsterdam-Praga e Parigi-Seul. Considerate la forte posizione di mercato di tali compagnie e le gravi barriere all’accesso di altri vettori, è probabile che su questi mercati si abbiano effetti contrari alla concorrenza. Le barriere all’accesso includono la limitata disponibilità di slot nei principali aeroporti UE, l’alto numero di voli operati dalle compagnie dell’alleanza, gli orari molto convenienti, i vantaggi derivanti dall’operare in partenza dai propri aeroporti hub e il valore aggiunto rappresentato per i consumatori dalla possibilità di beneficiare dei programmi “frequent flyer” e di altri incentivi (gli effetti rete) offerti da tali compagnie.

Dopo la loro risposta alla comunicazione degli addebiti e le successive discussioni, le parti hanno offerto di adempiere a una serie d’impegni intesi a porre rimedio alle preoccupazioni della Commissione. In sostanza, le parti offrono di mettere a disposizione slot presso determinati aeroporti UE, per consentire alle concorrenti d’instaurare nuovi servizi o aggiungerne a quelli che già operano, e di condividere con loro i propri programmi “frequent flyer”. Inoltre le parti propongono di concludere accordi d’interlinea con i nuovi vettori sulle medesime rotte e speciali accordi di ripartizione percentuale per il cosiddetto “behind and beyond traffic” sulle rotte all’interno dell’UE (si tratta di accordi tra due o più compagnie aeree per la ripartizione delle tariffe integrali per viaggi di cui due o più tratte sono operate da compagnie aeree diverse) e di agevolare i trasporti intermodali (ossia l’offerta del trasporto aereo come parte di un itinerario comprendente trasporti in superficie, per esempio per ferrovia).

Le parti offrono inoltre di affidare a un fiduciario il controllo dell’adempimento degli impegni. Questi impegni sono proposti per cinque anni per le coppie di città del traffico a lungo raggio per e dagli USA e per sei anni per tutte le altre coppie di città.

Se la Commissione, esaminate le osservazioni di terzi, concluderà che gli impegni proposti siano tali da porre rimedio alle preoccupazioni in materia di concorrenza, adotterà una decisione per rendere obbligatori tali impegni, a norma dell’articolo 9 del regolamento n. 1/2003.

Una simile decisione sancisce che la Commissione non ha più motivi d’intervenire, senza concludere se vi sia stata o vi sia ancora un’infrazione. Tuttavia, se gli impegni indicati nella decisione non verranno rispettati, la Commissione può infliggere alla parte inadempiente un’ammenda d’importo massimo pari al 10% del fatturato mondiale totale, senza dover provare che siano state violate le norme antitrust.

Se dall’esame delle osservazioni di terzi risulterà che gli impegni offerti non sono tali da porre rimedio alle preoccupazioni espresse nella comunicazione degli addebiti, la Commissione potrà proseguire il procedimento per adottare una decisione di divieto a norma dell’articolo 7 del regolamento n. 1/2003, esigendo che le parti pongano fine alla loro cooperazione, nella sua forma attuale, sui mercati interessati.

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Cecilia Sarkozy: ecco perchè ha divorziato dal presidente francese

Ottobre 20, 2007

Proprio pochi giorni fa vi davamo notizia del divorzio tra Nicolas e Cecilia Sarkozy, avvenuto ufficialmente il 15 ottobre. Il presidente della Francia si è limitato a comunicare l’avvenuta separazione con un freddo comunicato stampa ufficiale di 15 righe. L’ex moglie, invece, ha pensato bene di uscire da quella riservatezza che l’ha sempre contraddistinta […]

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Trasporto merci in Europa nuove iniziativ

Ottobre 19, 2007

Oggi la Commissione europea ha adottato una serie di iniziative per migliorare l’efficienza e la sostenibilità del trasporto merci nell’Unione. Questo nuovo pacchetto di misure raggruppa una serie di proposte a favore della logistica, di una rete ferroviaria prioritaria per il traffico merci e dei porti europei, così come due documenti sullo spazio europeo per il trasporto marittimo senza barriere e sulle autostrade del mare. L’adozione simultanea di queste diverse misure è n segnale forte che evidenzia gli stretti legami fra la logistica e i vari modi di trasporto. L’obiettivo comune di queste iniziative è promuovere la diffusione di tecnologie e pratiche innovative nelle infrastrutture, sviluppare i mezzi di trasporto, migliorare la gestione del traffico merci, agevolare la costruzione di catene logistiche, semplificare le procedure amministrative e rafforzare la qualità lungo l’intera catena logistica.

«L’Europa ha bisogno di alternatve di trasporto efficienti e integrate, che rispettino l’ambiente e al tempo stesso rispondano alle esigenze degli utenti. Il pacchetto di misure che ho presentato oggi rafforzerà il potere di attrazione tanto delle ferrovie quanto del trasporto marittimo e fluviale, potenziandone la competitività nell’ottica della co-modalità», ha dichiarato Jacques Barrot, vicepresidente della Commissione responsabile dei trasporti. «Per conciliare l’efficienza economica del trasportoe la sua evoluzione a lungo termine è indispensabile integrare questi modi di trasporto in catene logistiche efficienti».

Sulla base dei risultati di un’ampia consultazione svolta a partire dall’estate del 2006, il piano d’azione per la logistica propone una trentina di misure per potenziare l’efficienza e la sostenibilità del trasporto merci nell’Unione europea, riducendo al tempo stesso i costi, i tempi e i consumi energetici. Questo piano d’azione intende migliorare il flsso di informazioni che accompagna il trasporto fisico delle merci, semplificare le procedure amministrative, rafforzare la competenza e il potere di attrazione del settore della logistica e incoraggiare i servizi di qualità. Inoltre, raccomanda l’innovazione della logistica in ambienti urbani e del trasporto sulle lunghe distanze concentrato nei «corridoi verdi»[1].

La Commissione continua a promuovere il trasporto marittimo, che resta il modo di trasporto più efficiente dal punto di ista energetico e il più rispettoso dell’ambiente per quanto riguarda le emissioni di gas a effetto serra. È indispensabile semplificare le procedure amministrative per il trasporto marittimo all’interno dell’Unione per rafforzare il potere di attrazione di questo modo di trasporto. I documenti sullo spazio europeo per il trasporto marittimo senza barriere e sulle autostrade del mare[2] evidenziano i progressi compiuti nella preparazione di queste due iniziative e invitano tutti gli intressati a comunicare il loro parere in merito. La comunicazione sulla politica europea in materia di porti intende facilitare lo sviluppo in Europa di un sistema portuale efficiente, in grado di rispondere alle esigenze di trasporto attuali e future. La comunicazione propone un piano di azione per la Commissione con il quale si intende aiutare i porti europei ad affrontare una serie di sfide, quali l’aumento della domanda di trasporto, i cambiamenti tecnologici e la necessità di ridurre le eissioni.

A fronte del continuo miglioramento dell’efficienza del trasporto su strada, anche il trasporto per ferrovia deve diventare più competitivo. L’obiettivo della Commissione è promuovere la realizzazione di una rete ferroviaria europea sulla quale il trasporto merci possa offrire un servizio di migliore qualità in termini di tempi di percorrenza, affidabilità e capacità. Completando le misure già adottate (come la realizzazione dell’ERTMS[3] sugli assi definiti prioritari o l costruzione di infrastrutture importanti della rete transeuropea di trasporto), la Commissione propone nuove iniziative per creare una rete europea dedicata al trasporto merci sulla quale il servizio sarà più affidabile ed efficiente di oggi.

Il trasporto merci è essenziale per la competitività dell’economia europea e per la qualità della vita dei cittadini dell’Unione. Si prevede che in Europa nel periodo tra il 2000 e il 2020 il volume del trasporto merci aumenterà del 50%. Nei possimi anni il trasporto merci dovrà affrontare sfide specifiche legate all’efficienza, alla qualità e alla sostenibilità. Dovrà quindi trovare risposte adeguate a una serie di problemi: la congestione, i cambiamenti climatici (il trasporto merci produce un terzo del totale delle emissioni di CO2 prodotte dai trasporti[4]), l’approvvigionamento energetico e la sicurezza. Nello stesso tempo, le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione e l’impatto del trasporto merci eropeo sul mercato globale offrono importanti opportunità per il futuro.

NOTE

[1] I corridoi verdi combinano l’uso di diversi modi di trasporto per un servizio di trasporto merci “porta a porta” integrato, in grado di proteggere l’ambiente e la qualità della vita dei cittadini europei e offrire soluzioni efficaci dal punto di vista del consumo energetico.

[2] Questi grandi assi marittimi fra gli Stati membri dell’Unione europea offrono servizi regolari di eevata qualità che, combinati con altri modi di trasporto, garantiscono un accesso più breve e più rapido a determinate regioni periferiche dell’Europa e permettono di evitare ostacoli naturali quali le Alpi o i Pirenei. Le autostrade del mare svolgono un ruolo importante nella ristrutturazione del trasporto merci sulle lunghe distanze in Europa e nel potenziamento della sua sostenibilità.

[3] L’obiettivo del sistema europeo di gestione del traffico ferroviario (ERTMS: Europen Rail Traffic Management System) è porre rimedio alla frammentazione dei sistemi di controllo del traffico ferroviario in Europa e sviluppare un traffico ferroviario fluido e sicuro.

[4] La percentuale delle emissioni di CO2 prodotta dai trasporti rappresenta un quarto del totale.\

Fonte info@zacinto.net

Trasporto merci in Europa nuove iniziative

Ottobre 19, 2007

Oggi la Commissione europea ha adottato una serie di iniziative per migliorare l’efficienza e la sostenibilità del trasporto merci nell’Unione. Questo nuovo pacchetto di misure raggruppa una serie di proposte a favore della logistica, di una rete ferroviaria prioritaria per il traffico merci e dei porti europei, così come due documenti sullo spazio europeo per il trasporto marittimo senza barriere e sulle autostrade del mare. L’adozione simultanea di queste diverse misure è un segnale forte che evidenzia gli stretti legami fra la logistica e i vari modi di trasporto. L’obiettivo comune di queste iniziative è promuovere la diffusione di tecnologie e pratiche innovative nelle infrastrutture, sviluppare i mezzi di trasporto, migliorare la gestione del traffico merci, agevolare la costruzione di catene logistiche, semplificare le procedure amministrative e rafforzare la qualità lungo l’intera catena logistica.

«L’Europa ha bisogno di alternative di trasporto efficienti e integrate, che rispettino l’ambiente e al tempo stesso rispondano alle esigenze degli utenti. Il pacchetto di misure che ho presentato oggi rafforzerà il potere di attrazione tanto delle ferrovie quanto del trasporto marittimo e fluviale, potenziandone la competitività nell’ottica della co-modalità», ha dichiarato Jacques Barrot, vicepresidente della Commissione responsabile dei trasporti. «Per conciliare l’efficienza economica del trasporto e la sua evoluzione a lungo termine è indispensabile integrare questi modi di trasporto in catene logistiche efficienti».

Sulla base dei risultati di un’ampia consultazione svolta a partire dall’estate del 2006, il piano d’azione per la logistica propone una trentina di misure per potenziare l’efficienza e la sostenibilità del trasporto merci nell’Unione europea, riducendo al tempo stesso i costi, i tempi e i consumi energetici. Questo piano d’azione intende migliorare il flusso di informazioni che accompagna il trasporto fisico delle merci, semplificare le procedure amministrative, rafforzare la competenza e il potere di attrazione del settore della logistica e incoraggiare i servizi di qualità. Inoltre, raccomanda l’innovazione della logistica in ambienti urbani e del trasporto sulle lunghe distanze concentrato nei «corridoi verdi»[1].

La Commissione continua a promuovere il trasporto marittimo, che resta il modo di trasporto più efficiente dal punto di vista energetico e il più rispettoso dell’ambiente per quanto riguarda le emissioni di gas a effetto serra. È indispensabile semplificare le procedure amministrative per il trasporto marittimo all’interno dell’Unione per rafforzare il potere di attrazione di questo modo di trasporto. I documenti sullo spazio europeo per il trasporto marittimo senza barriere e sulle autostrade del mare[2] evidenziano i progressi compiuti nella preparazione di queste due iniziative e invitano tutti gli interessati a comunicare il loro parere in merito. La comunicazione sulla politica europea in materia di porti intende facilitare lo sviluppo in Europa di un sistema portuale efficiente, in grado di rispondere alle esigenze di trasporto attuali e future. La comunicazione propone un piano di azione per la Commissione con il quale si intende aiutare i porti europei ad affrontare una serie di sfide, quali l’aumento della domanda di trasporto, i cambiamenti tecnologici e la necessità di ridurre le emissioni.

A fronte del continuo miglioramento dell’efficienza del trasporto su strada, anche il trasporto per ferrovia deve diventare più competitivo. L’obiettivo della Commissione è promuovere la realizzazione di una rete ferroviaria europea sulla quale il trasporto merci possa offrire un servizio di migliore qualità in termini di tempi di percorrenza, affidabilità e capacità. Completando le misure già adottate (come la realizzazione dell’ERTMS[3] sugli assi definiti prioritari o la costruzione di infrastrutture importanti della rete transeuropea di trasporto), la Commissione propone nuove iniziative per creare una rete europea dedicata al trasporto merci sulla quale il servizio sarà più affidabile ed efficiente di oggi.

Il trasporto merci è essenziale per la competitività dell’economia europea e per la qualità della vita dei cittadini dell’Unione. Si prevede che in Europa nel periodo tra il 2000 e il 2020 il volume del trasporto merci aumenterà del 50%. Nei prossimi anni il trasporto merci dovrà affrontare sfide specifiche legate all’efficienza, alla qualità e alla sostenibilità. Dovrà quindi trovare risposte adeguate a una serie di problemi: la congestione, i cambiamenti climatici (il trasporto merci produce un terzo del totale delle emissioni di CO2 prodotte dai trasporti[4]), l’approvvigionamento energetico e la sicurezza. Nello stesso tempo, le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione e l’impatto del trasporto merci europeo sul mercato globale offrono importanti opportunità per il futuro.

NOTE

[1] I corridoi verdi combinano l’uso di diversi modi di trasporto per un servizio di trasporto merci “porta a porta” integrato, in grado di proteggere l’ambiente e la qualità della vita dei cittadini europei e offrire soluzioni efficaci dal punto di vista del consumo energetico.

[2] Questi grandi assi marittimi fra gli Stati membri dell’Unione europea offrono servizi regolari di elevata qualità che, combinati con altri modi di trasporto, garantiscono un accesso più breve e più rapido a determinate regioni periferiche dell’Europa e permettono di evitare ostacoli naturali quali le Alpi o i Pirenei. Le autostrade del mare svolgono un ruolo importante nella ristrutturazione del trasporto merci sulle lunghe distanze in Europa e nel potenziamento della sua sostenibilità.

[3] L’obiettivo del sistema europeo di gestione del traffico ferroviario (ERTMS: European Rail Traffic Management System) è porre rimedio alla frammentazione dei sistemi di controllo del traffico ferroviario in Europa e sviluppare un traffico ferroviario fluido e sicuro.

[4] La percentuale delle emissioni di CO2 prodotta dai trasporti rappresenta un quarto del totale.

Original post by info@zacinto.net

Trasporto merci in Europa: nuove iniziative.

Ottobre 19, 2007

Oggi la Commissione europea ha adottato una serie di iniziative per migliorare l’efficienza e la sostenibilità del trasporto merci nell’Unione. Questo nuovo pacchetto di misure raggruppa una serie di proposte a favore della logistica, di una rete ferroviaria prioritaria per il traffico merci e dei porti europei, così come due documenti sullo spazio europeo per il trasporto marittimo senza barriere e sulle autostrade del mare. L’adozione simultanea di queste diverse misure è un segnale forte che evidenzia gli stretti legami fra la logistica e i vari modi di trasporto. L’obiettivo comune di queste iniziative è promuovere la diffusione di tecnologie e pratiche innovative nelle infrastrutture, sviluppare i mezzi di trasporto, migliorare la gestione del traffico merci, agevolare la costruzione di catene logistiche, semplificare le procedure amministrative e rafforzare la qualità lungo l’intera catena logistica.

«L’Europa ha bisogno di alternative di trasporto efficienti e integrate, che rispettino l’ambiente e al tempo stesso rispondano alle esigenze degli utenti. Il pacchetto di misure che ho presentato oggi rafforzerà il potere di attrazione tanto delle ferrovie quanto del trasporto marittimo e fluviale, potenziandone la competitività nell’ottica della co-modalità», ha dichiarato Jacques Barrot, vicepresidente della Commissione responsabile dei trasporti. «Per conciliare l’efficienza economica del trasporto e la sua evoluzione a lungo termine è indispensabile integrare questi modi di trasporto in catene logistiche efficienti».

Sulla base dei risultati di un’ampia consultazione svolta a partire dall’estate del 2006, il piano d’azione per la logistica propone una trentina di misure per potenziare l’efficienza e la sostenibilità del trasporto merci nell’Unione europea, riducendo al tempo stesso i costi, i tempi e i consumi energetici. Questo piano d’azione intende migliorare il flusso di informazioni che accompagna il trasporto fisico delle merci, semplificare le procedure amministrative, rafforzare la competenza e il potere di attrazione del settore della logistica e incoraggiare i servizi di qualità. Inoltre, raccomanda l’innovazione della logistica in ambienti urbani e del trasporto sulle lunghe distanze concentrato nei «corridoi verdi»[1].

La Commissione continua a promuovere il trasporto marittimo, che resta il modo di trasporto più efficiente dal punto di vista energetico e il più rispettoso dell’ambiente per quanto riguarda le emissioni di gas a effetto serra. È indispensabile semplificare le procedure amministrative per il trasporto marittimo all’interno dell’Unione per rafforzare il potere di attrazione di questo modo di trasporto. I documenti sullo spazio europeo per il trasporto marittimo senza barriere e sulle autostrade del mare[2] evidenziano i progressi compiuti nella preparazione di queste due iniziative e invitano tutti gli interessati a comunicare il loro parere in merito. La comunicazione sulla politica europea in materia di porti intende facilitare lo sviluppo in Europa di un sistema portuale efficiente, in grado di rispondere alle esigenze di trasporto attuali e future. La comunicazione propone un piano di azione per la Commissione con il quale si intende aiutare i porti europei ad affrontare una serie di sfide, quali l’aumento della domanda di trasporto, i cambiamenti tecnologici e la necessità di ridurre le emissioni.

A fronte del continuo miglioramento dell’efficienza del trasporto su strada, anche il trasporto per ferrovia deve diventare più competitivo. L’obiettivo della Commissione è promuovere la realizzazione di una rete ferroviaria europea sulla quale il trasporto merci possa offrire un servizio di migliore qualità in termini di tempi di percorrenza, affidabilità e capacità. Completando le misure già adottate (come la realizzazione dell’ERTMS[3] sugli assi definiti prioritari o la costruzione di infrastrutture importanti della rete transeuropea di trasporto), la Commissione propone nuove iniziative per creare una rete europea dedicata al trasporto merci sulla quale il servizio sarà più affidabile ed efficiente di oggi.

Il trasporto merci è essenziale per la competitività dell’economia europea e per la qualità della vita dei cittadini dell’Unione. Si prevede che in Europa nel periodo tra il 2000 e il 2020 il volume del trasporto merci aumenterà del 50%. Nei prossimi anni il trasporto merci dovrà affrontare sfide specifiche legate all’efficienza, alla qualità e alla sostenibilità. Dovrà quindi trovare risposte adeguate a una serie di problemi: la congestione, i cambiamenti climatici (il trasporto merci produce un terzo del totale delle emissioni di CO2 prodotte dai trasporti[4]), l’approvvigionamento energetico e la sicurezza. Nello stesso tempo, le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione e l’impatto del trasporto merci europeo sul mercato globale offrono importanti opportunità per il futuro.

NOTE

[1] I corridoi verdi combinano l’uso di diversi modi di trasporto per un servizio di trasporto merci “porta a porta” integrato, in grado di proteggere l’ambiente e la qualità della vita dei cittadini europei e offrire soluzioni efficaci dal punto di vista del consumo energetico.

[2] Questi grandi assi marittimi fra gli Stati membri dell’Unione europea offrono servizi regolari di elevata qualità che, combinati con altri modi di trasporto, garantiscono un accesso più breve e più rapido a determinate regioni periferiche dell’Europa e permettono di evitare ostacoli naturali quali le Alpi o i Pirenei. Le autostrade del mare svolgono un ruolo importante nella ristrutturazione del trasporto merci sulle lunghe distanze in Europa e nel potenziamento della sua sostenibilità.

[3] L’obiettivo del sistema europeo di gestione del traffico ferroviario (ERTMS: European Rail Traffic Management System) è porre rimedio alla frammentazione dei sistemi di controllo del traffico ferroviario in Europa e sviluppare un traffico ferroviario fluido e sicuro.

[4] La percentuale delle emissioni di CO2 prodotta dai trasporti rappresenta un quarto del totale.

Original post by info@zacinto.net

Prelievi per un totale di 221 milioni di euro per superamento delle quote latt

Ottobre 19, 2007

Secondo calcoli provvisori della Commissione europea, basati sulle dichiarazioni annuali degli Stati membri, i prelievi imposti ai paesi dell’UE che hanno superato le loro quote latte durante la campagna 2006/2007 ammontano a poco meno di 221 milioni di euro. L’anno scorso il totale prelevato era di 355 milioni di euro. Sette Stati membri (Austria, Cipro, Danimarca, Italia, Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi) hanno superato le rispettive quote latte. Nel complesso, ciò rappreseta un’eccedenza di 773 728 tonnellate, che dà luogo ad un prelievo sulle consegne di 220,82 milioni di euro. Quasi l’80% del totale è da imputare alla produzione eccedente dell’Italia, che ha superato la propria quota del 6%. L’Austria ha superato la propria quota del 3,3%, mentre gli altri cinque paesi che sono incorsi nel prelievo hanno registrato superamenti di quota inferiori all’1% ciascuno. Quanto alle vendite dirette ai consumatori, solo Cipro e i Paesi Bassi hanno dichiaratoeccedenze per un totale di 420 tonnellate, con conseguente prelievo sulle vendite dirette pari a 120 000 euro.

“Le quote latte hanno avuto un’importante funzione in passato, quella di mantenere in equilibrio la domanda e l’offerta”, ha dichiarato la Commissaria all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale Mariann Fischer Boel. “Tuttavia, da quando sono entrate in vigore le riforme della PAC, gli agricoltori sono liberi di produrre per il mercato e le quote iventano sempre più anacronistiche. Sono destinate a scomparire nel 2015. Resta ora da vedere che tipo di provvedimenti transitori occorre adottare. Questo sarà uno dei temi chiave della prossima “valutazione dello stato di salute” della PAC”.

Per la campagna lattiera 2006/2007 (aprile 2006 – marzo 2007), la quota complessiva in termini di consegne alle latterie era di 137 milioni di tonnellate. Questa quota è suddivisa in 808 162 quote individuali per l’insieme dell’Unione uropea (UE-25, in quanto Romania e Bulgaria hanno applicato il regime delle quote solo a decorrere dal 1° aprile 2007). A ciò si aggiunge un’ulteriore quota di 2 milioni di tonnellate per le vendite dirette ai consumatori, divisa in 73 000 quote individuali.

Il totale dei prelievi da riscuotere per il 2006/2007 è notevolmente inferiore (del 38%) a quello del 2005/2006, benché il volume totale adattato delle consegne sia diminuito soltanto dello 0,15%. Ciò si spiega con il fatto che la qota complessiva delle consegne è aumentata di 1,2 milioni di tonnellate e il prelievo per chilogrammo eccedente è diminuito dell’8% in confronto all’anno precedente. Le consegne effettive sono appena leggermente aumentate rispetto al 2005/2006, differenza più che compensata dalla riduzione del tenore medio di grassi del latte (dal 4,05% al 4,03%), da cui risulta un calo delle consegne una volta adattata la quantità al tenore di grasso.

In 18 Stati membri dell’UE-25 i produttori non dvranno pagare alcun prelievo sulle consegne, non essendo stati superati i quantitativi nazionali di riferimento. Le consegne sono rimaste almeno del 5% al di sotto della quota in nove paesi (Grecia, Svezia, Slovacchia, Slovenia, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta e Ungheria). Tuttavia, in termini assoluti, l’offerta più deficitaria è quella della Francia, con 636 000 tonnellate di quota non utilizzate, seguita dal Regno Unito, con 479 000 tonnellate non utilizzate. Nell’insieme dei 18 Stai membri che non hanno esaurito le loro rispettive quote di consegne, la parte di quota non utilizzata è pari a 2,7 milioni di tonnellate. Considerando le eccedenze degli altri sette Stati membri, se ne deduce che le consegne complessive di latte nell’UE-25 sono di fatto inferiori di 1,9 milioni di tonnellate alla quota complessivamente disponibile.

Come funziona il sistema

Il latte vaccino viene commercializzato nell’Unione europea secondo un sistema di quote inteso a equilibrar la domanda e l’offerta e ad arginare le eccedenze. A ciascuno Stato membro sono attribuiti due quantitativi di riferimento (o “quote”), uno per le consegne alle latterie e l’altro per le vendite dirette ai consumatori.

In ogni Stato membro, tali quantitativi vengono ripartiti tra i produttori (quote individuali). Se la produzione supera la quota nazionale, i produttori dello Stato membro interessato che hanno contribuito al superamento devono pagare un prelievo. Il prelievo è versat dai produttori di latte vaccino sull’insieme dei quantitativi di latte o equivalente latte che superano la quota, commercializzati nel corso di un periodo di dodici mesi che va dal 1° aprile al 31 marzo. Anteriormente al 1° settembre di ogni anno, gli Stati membri riferiscono alla Commissione in merito all’applicazione del regime delle quote latte durante il periodo precedente. Questo rendiconto deve essere presentato sotto forma di questionario debitamente compilato con tutti i dati necssari per calcolare il prelievo. Il tasso del prelievo è di 28,54 EUR/100 kg di eccedenza.
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Fonte info@zacinto.net

Prelievi per un totale di 221 milioni di euro per superamento delle quote latte

Ottobre 19, 2007

Secondo calcoli provvisori della Commissione europea, basati sulle dichiarazioni annuali degli Stati membri, i prelievi imposti ai paesi dell’UE che hanno superato le loro quote latte durante la campagna 2006/2007 ammontano a poco meno di 221 milioni di euro. L’anno scorso il totale prelevato era di 355 milioni di euro. Sette Stati membri (Austria, Cipro, Danimarca, Italia, Germania, Lussemburgo e Paesi Bassi) hanno superato le rispettive quote latte. Nel complesso, ciò rappresenta un’eccedenza di 773 728 tonnellate, che dà luogo ad un prelievo sulle consegne di 220,82 milioni di euro. Quasi l’80% del totale è da imputare alla produzione eccedente dell’Italia, che ha superato la propria quota del 6%. L’Austria ha superato la propria quota del 3,3%, mentre gli altri cinque paesi che sono incorsi nel prelievo hanno registrato superamenti di quota inferiori all’1% ciascuno. Quanto alle vendite dirette ai consumatori, solo Cipro e i Paesi Bassi hanno dichiarato eccedenze per un totale di 420 tonnellate, con conseguente prelievo sulle vendite dirette pari a 120 000 euro.

“Le quote latte hanno avuto un’importante funzione in passato, quella di mantenere in equilibrio la domanda e l’offerta”, ha dichiarato la Commissaria all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale Mariann Fischer Boel. “Tuttavia, da quando sono entrate in vigore le riforme della PAC, gli agricoltori sono liberi di produrre per il mercato e le quote diventano sempre più anacronistiche. Sono destinate a scomparire nel 2015. Resta ora da vedere che tipo di provvedimenti transitori occorre adottare. Questo sarà uno dei temi chiave della prossima “valutazione dello stato di salute” della PAC”.

Per la campagna lattiera 2006/2007 (aprile 2006 – marzo 2007), la quota complessiva in termini di consegne alle latterie era di 137 milioni di tonnellate. Questa quota è suddivisa in 808 162 quote individuali per l’insieme dell’Unione europea (UE-25, in quanto Romania e Bulgaria hanno applicato il regime delle quote solo a decorrere dal 1° aprile 2007). A ciò si aggiunge un’ulteriore quota di 2 milioni di tonnellate per le vendite dirette ai consumatori, divisa in 73 000 quote individuali.

Il totale dei prelievi da riscuotere per il 2006/2007 è notevolmente inferiore (del 38%) a quello del 2005/2006, benché il volume totale adattato delle consegne sia diminuito soltanto dello 0,15%. Ciò si spiega con il fatto che la quota complessiva delle consegne è aumentata di 1,2 milioni di tonnellate e il prelievo per chilogrammo eccedente è diminuito dell’8% in confronto all’anno precedente. Le consegne effettive sono appena leggermente aumentate rispetto al 2005/2006, differenza più che compensata dalla riduzione del tenore medio di grassi del latte (dal 4,05% al 4,03%), da cui risulta un calo delle consegne una volta adattata la quantità al tenore di grasso.

In 18 Stati membri dell’UE-25 i produttori non dovranno pagare alcun prelievo sulle consegne, non essendo stati superati i quantitativi nazionali di riferimento. Le consegne sono rimaste almeno del 5% al di sotto della quota in nove paesi (Grecia, Svezia, Slovacchia, Slovenia, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta e Ungheria). Tuttavia, in termini assoluti, l’offerta più deficitaria è quella della Francia, con 636 000 tonnellate di quota non utilizzate, seguita dal Regno Unito, con 479 000 tonnellate non utilizzate. Nell’insieme dei 18 Stati membri che non hanno esaurito le loro rispettive quote di consegne, la parte di quota non utilizzata è pari a 2,7 milioni di tonnellate. Considerando le eccedenze degli altri sette Stati membri, se ne deduce che le consegne complessive di latte nell’UE-25 sono di fatto inferiori di 1,9 milioni di tonnellate alla quota complessivamente disponibile.

Come funziona il sistema

Il latte vaccino viene commercializzato nell’Unione europea secondo un sistema di quote inteso a equilibrare la domanda e l’offerta e ad arginare le eccedenze. A ciascuno Stato membro sono attribuiti due quantitativi di riferimento (o “quote”), uno per le consegne alle latterie e l’altro per le vendite dirette ai consumatori.

In ogni Stato membro, tali quantitativi vengono ripartiti tra i produttori (quote individuali). Se la produzione supera la quota nazionale, i produttori dello Stato membro interessato che hanno contribuito al superamento devono pagare un prelievo. Il prelievo è versato dai produttori di latte vaccino sull’insieme dei quantitativi di latte o equivalente latte che superano la quota, commercializzati nel corso di un periodo di dodici mesi che va dal 1° aprile al 31 marzo. Anteriormente al 1° settembre di ogni anno, gli Stati membri riferiscono alla Commissione in merito all’applicazione del regime delle quote latte durante il periodo precedente. Questo rendiconto deve essere presentato sotto forma di questionario debitamente compilato con tutti i dati necessari per calcolare il prelievo. Il tasso del prelievo è di 28,54 EUR/100 kg di eccedenza.

Original post by info@zacinto.net

Il Commissario europeo JOE BOR

Ottobre 17, 2007

In visita ufficiale in Italia dal 17 al 19 ottobre 2007

Il Commissario europeo JOE BORG, responsabile per la Pesca e gli Affari marittimi, sarà in visita ufficiale in Italia dal 17 al 19 ottobre.

Tra gli eventi istituzionali è previsto un incontro con il Ministro per le Politiche agricole, on. De Castro, l’inaugurazione della Fiera Agricola di Bari, l’incontro a Roma con il Sottosegretario ai Trasporti, On. Raffaele Gentile.

Inoltre il 19 Ottobre a Firenze è prevista la prtecipazione del Commissario Borg all’Assemblea Generale della Conferenza delle Regioni Periferiche e Marittime in cui presenterà il Libro Blu sul Mare con il quale la Commissione europea ha lanciato la propria politica marittima.
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Fonte info@zacinto.net

Il Commissario europeo JOE BORG

Ottobre 17, 2007

In visita ufficiale in Italia dal 17 al 19 ottobre 2007

Il Commissario europeo JOE BORG, responsabile per la Pesca e gli Affari marittimi, sarà in visita ufficiale in Italia dal 17 al 19 ottobre.

Tra gli eventi istituzionali è previsto un incontro con il Ministro per le Politiche agricole, on. De Castro, l’inaugurazione della Fiera Agricola di Bari, l’incontro a Roma con il Sottosegretario ai Trasporti, On. Raffaele Gentile.

Inoltre il 19 Ottobre a Firenze è prevista la partecipazione del Commissario Borg all’Assemblea Generale della Conferenza delle Regioni Periferiche e Marittime in cui presenterà il Libro Blu sul Mare con il quale la Commissione europea ha lanciato la propria politica marittima.

Original post by info@zacinto.net

Addio alle querce della foresta di Sherwood

Ottobre 16, 2007

Ogni volta che sentiamo nominare la Foresta di Sherwood ci vengono in mente le storie raccontate dai libri, dai film e dai cartoni animati ispirati alla leggenda di Robin Hood. Ma la notizia che ci arriva oggi dalla Gran Bretagna ci lascia tutti a bocca aperta: le meravigliose querce che da secoli popolano la […]

Original post by PatChi

Secondo i giudici americani il nostro articolo 41bis è una tortura

Ottobre 16, 2007

In America il nostro articolo 41bis dell’ordinamento giudiziario non è visto di buon occhio. Il Los Angeles Time, infatti, ha dato notizia di giudice di Los Angeles che ha vietato l’estradizione di un uomo che appartiene alla famiglia mafiosa dei Gambino, proprio perchè ritiene che le regole di detenzione contenute nell’articolo 41bis sono una […]

Original post by Redazione

Finanziamento pubblico allaeroporto di Grosset

Ottobre 11, 2007

La Commissione europea ha deciso oggi di autorizzare l’Italia a concedere un aiuto pubblico di avviamento per nuove rotte aeree in partenza dall’aeroporto regionale di Grosseto verso altre destinazioni europee. La misura avrà una durata triennale a partire dal 2008 e prevede uno stanziamento di 927 000 euro alle compagnie aeree destinato al finanziamento di nuove rotte. L’obiettivo principale dell’aiuto è migliorare l’accesso ai servizi di trasporto aereo che rivestono un????importanza fondamentale per lo sviluppo socioeconomico di questa regione.

La misura approvata dalla Commissione autorizza il finanziamento pubblico di nuovi servizi che colleghino l’aeroporto di Grosseto con uno o più aeroporti situati in altri paesi europei. L’aiuto è destinato a sostenere le compagnie aeree che desiderano creare nuove rotte da e verso tale aeroporto prendendo in carico una parte dei costi di avviamento e offrendo aiuti alla commercializzazione di rott specifiche.

La Commissione ritiene che il regime proposto sia in linea con le norme comunitarie[1], poiché l’aiuto:

- E’ disponibile per tutti gli operatori in condizioni trasparenti e non discriminatorie;

- E’limitato a un periodo di tre anni per ogni nuova rotta;

- E’limitato al 30% dei costi ammissibili;

- Viene versato sulla base di un piano aziendale.

[1] Orientamenti comunitari concernenti il finanziamento degli aeroporti e gli aiuti pubblici di avviamento concessi ale compagnie aeree operanti su aeroporti regionali, GU C 312 del 9.12.2005, pag. 1.</i\u003

Fonte info@zacinto.net

Finanziamento pubblico allaeroporto di Grosseto

Ottobre 11, 2007

La Commissione europea ha deciso oggi di autorizzare l’Italia a concedere un aiuto pubblico di avviamento per nuove rotte aeree in partenza dall’aeroporto regionale di Grosseto verso altre destinazioni europee. La misura avrà una durata triennale a partire dal 2008 e prevede uno stanziamento di 927 000 euro alle compagnie aeree destinato al finanziamento di nuove rotte. L’obiettivo principale dell’aiuto è migliorare l’accesso ai servizi di trasporto aereo che rivestono un’importanza fondamentale per lo sviluppo socioeconomico di questa regione.

La misura approvata dalla Commissione autorizza il finanziamento pubblico di nuovi servizi che colleghino l’aeroporto di Grosseto con uno o più aeroporti situati in altri paesi europei. L’aiuto è destinato a sostenere le compagnie aeree che desiderano creare nuove rotte da e verso tale aeroporto prendendo in carico una parte dei costi di avviamento e offrendo aiuti alla commercializzazione di rotte specifiche.

La Commissione ritiene che il regime proposto sia in linea con le norme comunitarie[1], poiché l’aiuto:

- E’ disponibile per tutti gli operatori in condizioni trasparenti e non discriminatorie;

- E’limitato a un periodo di tre anni per ogni nuova rotta;

- E’limitato al 30% dei costi ammissibili;

- Viene versato sulla base di un piano aziendale.

[1] Orientamenti comunitari concernenti il finanziamento degli aeroporti e gli aiuti pubblici di avviamento concessi alle compagnie aeree operanti su aeroporti regionali, GU C 312 del 9.12.2005, pag. 1.

Original post by info@zacinto.net

Finanziamento pubblico all’aeroporto di Grosseto

Ottobre 11, 2007

La Commissione europea ha deciso oggi di autorizzare l’Italia a concedere un aiuto pubblico di avviamento per nuove rotte aeree in partenza dall’aeroporto regionale di Grosseto verso altre destinazioni europee. La misura avrà una durata triennale a partire dal 2008 e prevede uno stanziamento di 927 000 euro alle compagnie aeree destinato al finanziamento di nuove rotte. L’obiettivo principale dell’aiuto è migliorare l’accesso ai servizi di trasporto aereo che rivestono un’importanza fondamentale per lo sviluppo socioeconomico di questa regione.

La misura approvata dalla Commissione autorizza il finanziamento pubblico di nuovi servizi che colleghino l’aeroporto di Grosseto con uno o più aeroporti situati in altri paesi europei. L’aiuto è destinato a sostenere le compagnie aeree che desiderano creare nuove rotte da e verso tale aeroporto prendendo in carico una parte dei costi di avviamento e offrendo aiuti alla commercializzazione di rotte specifiche.

La Commissione ritiene che il regime proposto sia in linea con le norme comunitarie[1], poiché l’aiuto:

- E’ disponibile per tutti gli operatori in condizioni trasparenti e non discriminatorie;

- E’limitato a un periodo di tre anni per ogni nuova rotta;

- E’limitato al 30% dei costi ammissibili;

- Viene versato sulla base di un piano aziendale.

[1] Orientamenti comunitari concernenti il finanziamento degli aeroporti e gli aiuti pubblici di avviamento concessi alle compagnie aeree operanti su aeroporti regionali, GU C 312 del 9.12.2005, pag. 1.

Original post by info@zacinto.net

Aiuto di Stato italiano destinato agli automezzi pulit

Ottobre 11, 2007

La Commissione ha approvato oggi un aiuto per investimenti in favore dell’impresa italiana ‘Fercam’ per aiutarla a sostituire parte del suo parco automezzi con nuovi veicoli rispettosi dell’ambiente.

I camion/motrici di peso superiore a 3,5 t saranno sostituiti con nuovi modelli conformi alle severe norme ambientali Euro V che entreranno in vigore a partire dal 2008/2009. L’aiuto per l’acquisto di una motrice conforme alla norma Euro V ammonterà, al massimo, al30% dei costi supplementari sostenuti rispetto all’acquisto di una motrice tradizionale. Benché Fercam sia l’unica beneficiaria della misura in oggetto, anche altre imprese con sede nella provincia italiana dell’Alto Adige possono chiedere di accedere a tale aiuto. L’importo massimo per motrice è di 6 225 EUR. L’Italia ha previsto una dotazione finanziaria pari a 184 800 EUR.

Direttiva CE n. 2005/55</b\u003

Fonte info@zacinto.net

Aiuto di Stato italiano destinato agli automezzi puliti

Ottobre 11, 2007

La Commissione ha approvato oggi un aiuto per investimenti in favore dell’impresa italiana ‘Fercam’ per aiutarla a sostituire parte del suo parco automezzi con nuovi veicoli rispettosi dell’ambiente.

I camion/motrici di peso superiore a 3,5 t saranno sostituiti con nuovi modelli conformi alle severe norme ambientali Euro V che entreranno in vigore a partire dal 2008/2009. L’aiuto per l’acquisto di una motrice conforme alla norma Euro V ammonterà, al massimo, al 30% dei costi supplementari sostenuti rispetto all’acquisto di una motrice tradizionale. Benché Fercam sia l’unica beneficiaria della misura in oggetto, anche altre imprese con sede nella provincia italiana dell’Alto Adige possono chiedere di accedere a tale aiuto. L’importo massimo per motrice è di 6 225 EUR. L’Italia ha previsto una dotazione finanziaria pari a 184 800 EUR.

Direttiva CE n. 2005/55

Original post by info@zacinto.net

la Commissione propone una politica marittima integrat

Ottobre 11, 2007

La Commissione ha adottato oggi una comunicazione che definisce la sua visione di una politica marittima integrata per l’UE, nonché un piano d’azione dettagliato che fissa un programma di lavoro ambizioso per i prossimi anni. Le scoperte scientifiche, i considerevoli progressi nel campo dello sviluppo tecnologico, la globalizzazione, il cambiamento climatico e l’inquinamento marino stanno rapidamente modificando i rapporti dell’Europa con i mari e gli oceani, con tutte le opportunit??? e le sfide che questo comporta. Una politica marittima integrata consentirà all’Unione di affrontare adeguatamente tali sfide. La proposta si basa su un’ampia consultazione pubblica conclusasi nel giugno scorso e rappresenta il lavoro di un gruppo direttivo di 10 commissari presieduto da Joe Borg. La comunicazione e il piano d’azione sono accompagnati da una relazione sull’esito della consultazione, che ha rivelato un forte sostegno delle parti interessate a favore dell’iniziativa della Commssione.

Il presidente della Commissione, José Manuel Barroso, che ha dato inizio al nuovo approccio della politica marittima, ha dichiarato: “Sono convinto che gran parte del nostro futuro dipenda dal potenziale ancora inutilizzato degli oceani. La nostra proposta per una politica marittima integrata è nata con l’intento di offrire crescita, occupazione e sostenibilità. Essa è stata concepita per promuovere l’interesse comune europeo e per cogliere tutte le opportunità offere dagli oceani agendo in modo sostenibile. Rientra in una strategia volta a modernizzare l’Europa e a prepararla per un mondo globalizzato”.

Il Commissario responsabile della Pesca e degli affari marittimi, Joe Borg, ha aggiunto: “Le parti interessate si sono espresse e noi le abbiamo ascoltate. Si tratta di un primo passo fondamentale per gli oceani ed i mari d’Europa – liberare il potenziale e affrontare le sfide di un’Europa marittima costituirà il nostro obiettivo comune. Questo ci consntirà di sfruttare al meglio le nostre risorse marittime e aiuterà l’Europa ad affrontare alcune delle sfide principali del momento”.

Fino ad oggi, le diverse attività e politiche connesse ai mari sono state gestite su basi in gran parte settoriali. Una politica marittima integrata cambierà il modo di formulare le politiche e di adottare le decisioni nei settori marittimi, nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà. Essa consentirà alle autorità competenti di analizzare le interaioni tra i diversi settori e ambiti strategici interessati e di tenerne conto a tutti i livelli al fine di mettere a punto strumenti comuni per sfruttare le sinergie ed evitare i conflitti.

La nuova politica sarà basata sull’eccellenza dell’Europa nel campo della ricerca marina, della tecnologia e dell’innovazione. Essa sarà legata all’agenda di Lisbona per la crescita e l’occupazione e all’impegno generale dell’UE volto a garantire che lo sviluppo economico non si realizzi a scapito della sstenibilità ambientale.

La comunicazione e il piano d’azione che l’accompagna elencano una serie di azioni concrete che saranno avviate nel corso del mandato dell’attuale Commissione. Le azioni coprono una grande varietà di temi tra cui il trasporto marittimo, la competitività delle imprese marittime, l’occupazione, la ricerca scientifica, la pesca e la protezione dell’ambiente marino. Esse includono:

- Uno spazio per il trasporto marittimo europeo senza frontiere;
- Una strategia europea er la ricerca marina;
- Lo sviluppo di politiche marittime nazionali integrate da parte degli Stati membri;
- Una rete integrata per la sorveglianza marittima;
- Una tabella di marcia per la pianificazione dello spazio marittimo da parte degli Stati membri;
- L’eliminazione della pesca illegale e della pesca al traino distruttiva in alto mare;
- La promozione di una rete europea di poli marittimi;
- Un riesame delle deroghe al diritto del lavoro dell’UE applicate ai settori del trasporto maritimo e della pesca;
- Un osservatorio marino europeo e una rete di dati;
- Una strategia volta a mitigare gli effetti del cambiamento climatico sulle regioni costiere.

L’avvio del piano d’azione è iniziato già oggi con la presentazione del commissario Spidla relativa al riesame delle deroghe al diritto del lavoro nei settori marittimi e la pubblicazione, ad opera del commissario Pielbags, di una relazione sui collegamenti tra la politica energetica dell’UE e la nuova politica marittima integata.

Una politica marittima integrata potrà avere risultati positivi solo grazie al continuo impegno e sostegno di tutti gli operatori e le parti interessate. La Commissione continuerà a lavorare con le parti interessate e le autorità a livello europeo, nazionale e regionale al fine di trasformare i suoi progetti in realtà.

Nelle prossime settimane seguiranno ulteriori iniziative nei settori della politica portuale, della pesca e della protezione dell’ambiente marino.
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Fonte info@zacinto.net

la Commissione propone una politica marittima integrata

Ottobre 11, 2007

La Commissione ha adottato oggi una comunicazione che definisce la sua visione di una politica marittima integrata per l’UE, nonché un piano d’azione dettagliato che fissa un programma di lavoro ambizioso per i prossimi anni. Le scoperte scientifiche, i considerevoli progressi nel campo dello sviluppo tecnologico, la globalizzazione, il cambiamento climatico e l’inquinamento marino stanno rapidamente modificando i rapporti dell’Europa con i mari e gli oceani, con tutte le opportunità e le sfide che questo comporta. Una politica marittima integrata consentirà all’Unione di affrontare adeguatamente tali sfide. La proposta si basa su un’ampia consultazione pubblica conclusasi nel giugno scorso e rappresenta il lavoro di un gruppo direttivo di 10 commissari presieduto da Joe Borg. La comunicazione e il piano d’azione sono accompagnati da una relazione sull’esito della consultazione, che ha rivelato un forte sostegno delle parti interessate a favore dell’iniziativa della Commissione.

Il presidente della Commissione, José Manuel Barroso, che ha dato inizio al nuovo approccio della politica marittima, ha dichiarato: “Sono convinto che gran parte del nostro futuro dipenda dal potenziale ancora inutilizzato degli oceani. La nostra proposta per una politica marittima integrata è nata con l’intento di offrire crescita, occupazione e sostenibilità. Essa è stata concepita per promuovere l’interesse comune europeo e per cogliere tutte le opportunità offerte dagli oceani agendo in modo sostenibile. Rientra in una strategia volta a modernizzare l’Europa e a prepararla per un mondo globalizzato”.

Il Commissario responsabile della Pesca e degli affari marittimi, Joe Borg, ha aggiunto: “Le parti interessate si sono espresse e noi le abbiamo ascoltate. Si tratta di un primo passo fondamentale per gli oceani ed i mari d’Europa – liberare il potenziale e affrontare le sfide di un’Europa marittima costituirà il nostro obiettivo comune. Questo ci consentirà di sfruttare al meglio le nostre risorse marittime e aiuterà l’Europa ad affrontare alcune delle sfide principali del momento”.

Fino ad oggi, le diverse attività e politiche connesse ai mari sono state gestite su basi in gran parte settoriali. Una politica marittima integrata cambierà il modo di formulare le politiche e di adottare le decisioni nei settori marittimi, nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà. Essa consentirà alle autorità competenti di analizzare le interazioni tra i diversi settori e ambiti strategici interessati e di tenerne conto a tutti i livelli al fine di mettere a punto strumenti comuni per sfruttare le sinergie ed evitare i conflitti.

La nuova politica sarà basata sull’eccellenza dell’Europa nel campo della ricerca marina, della tecnologia e dell’innovazione. Essa sarà legata all’agenda di Lisbona per la crescita e l’occupazione e all’impegno generale dell’UE volto a garantire che lo sviluppo economico non si realizzi a scapito della sostenibilità ambientale.

La comunicazione e il piano d’azione che l’accompagna elencano una serie di azioni concrete che saranno avviate nel corso del mandato dell’attuale Commissione. Le azioni coprono una grande varietà di temi tra cui il trasporto marittimo, la competitività delle imprese marittime, l’occupazione, la ricerca scientifica, la pesca e la protezione dell’ambiente marino. Esse includono:

- Uno spazio per il trasporto marittimo europeo senza frontiere;
- Una strategia europea per la ricerca marina;
- Lo sviluppo di politiche marittime nazionali integrate da parte degli Stati membri;
- Una rete integrata per la sorveglianza marittima;
- Una tabella di marcia per la pianificazione dello spazio marittimo da parte degli Stati membri;
- L’eliminazione della pesca illegale e della pesca al traino distruttiva in alto mare;
- La promozione di una rete europea di poli marittimi;
- Un riesame delle deroghe al diritto del lavoro dell’UE applicate ai settori del trasporto marittimo e della pesca;
- Un osservatorio marino europeo e una rete di dati;
- Una strategia volta a mitigare gli effetti del cambiamento climatico sulle regioni costiere.

L’avvio del piano d’azione è iniziato già oggi con la presentazione del commissario Spidla relativa al riesame delle deroghe al diritto del lavoro nei settori marittimi e la pubblicazione, ad opera del commissario Pielbags, di una relazione sui collegamenti tra la politica energetica dell’UE e la nuova politica marittima integrata.

Una politica marittima integrata potrà avere risultati positivi solo grazie al continuo impegno e sostegno di tutti gli operatori e le parti interessate. La Commissione continuerà a lavorare con le parti interessate e le autorità a livello europeo, nazionale e regionale al fine di trasformare i suoi progetti in realtà.

Nelle prossime settimane seguiranno ulteriori iniziative nei settori della politica portuale, della pesca e della protezione dell’ambiente marino.

Original post by info@zacinto.net

Khadijah Farmer: cacciata dal bagno delle donne per il suo aspetto maschile

Ottobre 11, 2007

Questa storia ci arriva da New York e ha dell’incredibile. La protagonista, la potete vedere nella fotografia qui sopra, si chiama Khadijah Farmer. Una sera si trovava in un ristorante di New York con la sua fidanzata: lei infatti è dichiaratamente omosessuale. Durante la serata, si è dovuta recare in bagno e, ovviamente, si […]

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Roaming Riduzione del 60 dei prezzi per i consumator

Ottobre 5, 2007

A partire da questa estate i consumatori dell’Unione europea che abbiano utilizzato il proprio telefono cellulare all’estero hanno risparmiato fino al 60%. Il passaggio all’eurotariffa da parte dei gestori europei di telefonia mobile procede con le modalità previste, come emerge da uno studio effettuato dalle 27 le autorità nazionali di regolamentazione delle telecomunicazioni – riunite nel gruppo dei regolatori europei (ERG - European Regulators’ Group) – in cooperazine con la Commissione europea. In linea generale gli operatori di telefonia mobile hanno rispettato l’impegno di introdurre, offrire e rendere disponibile a partire dal 30 luglio una “eurotariffa” (ovvero una tariffa non superiore a 49 centesimi al minuto per le chiamate effettuate all’estero e a 24 centesimi per le chiamate ricevute all’estero, IVA esclusa) a tutti i loro utenti di roaming. Al 30 agosto circa 200 milioni di consumatori erano già passati all’eurotariffa e molti opratori si sono mossi più rapidamente di quanto previsto dalla normativa, attivando l’eurotariffa già in luglio o agosto. Lo studio dell’ERG dimostra inoltre che gli operatori sono sulla buona strada per attuare le nuove disposizioni in materia di trasparenza introdotte dal regolamento UE sul roaming.

“L’eurotariffa costituisce oggi l’offerta di prezzo standard per il roaming all’interno della UE, come era nelle intenzioni del legislatore europeo”, ha affermao Viviane Reding, commissario UE responsabile delle telecomunicazioni. “Sono lieta di constatare che il passaggio all’eurotariffa è avvenuto senza intoppi grazie alla stretta collaborazione tra la Commissione europea e il gruppo dei regolatori europei e il forte sostegno politico garantito dal Parlamento europeo nel corso di tutta l’estate. Pur rilevando che sussistono ancora problemi quanto alla trasparenza di alcune nuove offerte di roaming, dopo i colloqui avuti oggi con l???ERG e con l’associazione di consumatori europea BEUC sono persuasa che i regolatori europei affronteranno questa situazione il prima possibile.”

Roberto Viola, che presiede l’ERG nel 2007, e Dániel Pataki, che gli succederà nella carica nel 2008 hanno dichiarato: “L’ERG è soddisfatto dei primi risultati conseguiti nell’attuazione del regolamento. Il processo avviato in cooperazione dalla Commissione e dall’ERG ha consentito di fornire all’industria orietamenti sull’applicazione del regolamento e ha aiutato le autorità nazionali di regolamentazione nelle attività di monitoraggio. Si tratta di un ottimo esempio pratico di armonizzazione”.

Lo studio ERG pubblicato oggi fornisce una fotografia della prima fase di attuazione del regolamento UE sul roaming, come pure un quadro d’insieme sulla disponibilità dell’eurotariffa. Esso si