Europa: firmato il nuovo trattato
Dicembre 13, 2007
E' stato firmato oggi a Belem, in Portogallo, il nuovo trattato europeo che riforma le istituzioni europee, adeguandole alle esigenze dei 27 Stati membri che ne fanno parte. Alla ceriomonia formale anno partecipato i leader dei 27 paesi, per l'Italia il trattato è stato firmato da Romano Prodi e il capo della Farnesina D'Alema.
Adesso il trattato dovrà essere ratificato definitivamente dai singoli parlamenti nazionali, tranne in Irlanda dove si terrà un referendum, per poi entrare in vigore nel 2009, in coincidenza con le elezioni del Parlamento europeo e la nomina del nuovo esecutivo comunitario.
Le novità che porta il trattato europeo è la nascita del Presidente del Consiglio Europeo, eletto per due anni e mezzo, che sostituisce la presidenza di turno a rotazione semestrale, oggi assegnata al permier del Paese in carica, e la nascita dell’Alto rappresentate dell’Unione per la politica estera e di sicurezza comune, con il doppio ruolo di vicepresidente della Commissione europea. Questa nuova figura, che nella bozza costituzionale era il "ministro degli Esteri dell’Ue", sostuisce la posizione oggi ricoperta da Javier Solana come Alto rappresentante per la politica estera, espressione solamente del Consiglio europeo, e del commissario Ue per le Relazioni esterne, oggi Benita Ferrero-Waldner.
E' stato inoltre rafforzato il ruolo del Parlamento europeo, che avrà più potere in materia di bilancio dell’Ue e di accordi internazionali; viene anche estesa a quasi tutte le materie, comprese quelle riguradanti la giustizia, la sicurezza e l’immigrazione, la procedura di co-decisione, in base alla quale l’Assemblea di Strasburgo ha una posizione di parità rispetto al Consiglio. Viene altresì potenziato il ruolo dei parlamenti nazionali che potranno obbligare la Commissione a riesaminare ogni progetto e a dover motivare l’eventuale rifiuto di tener conto delle critiche.
Nasce inoltre il diritto di recesso, ossia da oggi, e per la prima volta in un trattato europeo, si riconosce agli Stati membri il diritto di recedere dall'Unione, anche se le condizioni devono essere negoziate con gli altri Paesi, inoltre l'Unione Europea, avrà personalità giuridica, potendo garantire così un maggiore potere negoziale in ambito internazionale.













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